venerdì, 30 ottobre 2009

Ezechiele 25,17

Ci son notizie che mi passano davanti agli occhi e non ci faccio caso, fintanto che in qualche modo non mi vengono fatte notare, tramite facebook ad esempio.
Ecco, insomma, sembra che la Russia voglia riabilitare la pena di morte.
All'inizio avevo letto La Russa e non mi ero poi tanto sorpreso, chissà come mai.
Fatto sta che in realtà è la Russia, la nazione, che sembra voglia quindi rendere in qualche modo legale ciò che viene fatto pestando le leggi e insabbiando le cose.

Ok, ma non è su questo che stavo riflettendo. Bensì sui commenti all'articolo che molti utenti hanno postato e son rimasto veramente senza parole leggendo quante persone son favorevoli alla pena di morte, paradossalmente sembrano equivalenti a coloro che sono contrari a staccare la spina benchè lo chieda chi è in stato vegetativo.

C'è chi si dichiara favorevole alla pena di morte perchè è meno crudele dell'ergastolo e finanche di 20 anni di galera! Cavolo, vero, vi uccidiamo tutti a voi che dovreste stare 20 anni in prigione, almeno soffrite di meno!

"a prescindere che ritengo molto più crudele la prigione a vita o anche 20 anni rispetto la pena di morte, trovo anche che quest'ultima sia molto più naturale della prigione. [...] dove magari stai 15 anni in attesa che ti ammazzino. Dovrebbero farlo lo stesso giorno della condanna."

Ma allora diamo la possibilità ad ognuno di decidere - "vuoi 20 anni di galera o la pena di morte? no, perchè sai che sei liberissimo di decidere?" Scommetto che quasi tutti sceglierebbero la pena di morte.

Poi ci sono commenti molto più elaborati; del tipo che fanno le citazioni colte. E che scrivono le parole framezzate da parentesi che rendono il testo più colto e complicato, perchè lo potete leggere in diversi modi e varianti. Prima leggete tutte le parole senza parentesi. Poi leggete tutte quelle fra parentesi. E poi una sì e una no. E poi provate tutte le combinazioni. Vedrete che ebbrezza. Fatto? Fatto. Ora leggete al contrario, anche. O un rigo sì e uno no.

Insomma, per farla breve vi riporto il commento di un certo Bertoldo41 alle 14:03 del 30.10. Uno che sembra fare citazioni dalla Bibbia e poi sembra pretendere la pena di morte per chi sbaglia, perchè mica si può dare loro la "punizione perdonistica"? Eh no, eh! Cavolo io leggo la Bibbia, son cattolico, cristiano, son religioso. Io ne so a pacchi di come deve andare il mondo. Ma per farlo andare così ci vuole prima il bastone. Quello con le punte di ferro.

"Moratoria delle pene capitali. Uno spot tv recitava: "Punire é giusto. Uccidere é sbagliato". E' sbagliato solo uccidere Caino? Anche uccidere Abele é sbagliato, anzi é "più" sbagliato.

E quindi siccome è più sbagliato uccidere Abele, noi possiamo fare lo sbaglio minore e uccidiamo Caino, colui che sbaglia per antonomasia. Perchè noi siamo lo Stato e leviamo di mezzo le mele marce.

Per Abele, l'innocente, però, c'é la punizione massima, la morte, mentre per Caino, il massimo colpevole, c'é la punizione perdonistica.

Caspita è vero! Mica ci avevo pensato! Condannando un assassino all'ergastolo non lo stiamo mica punendo. No, lo stiamo perdonando anche se lui non l'ha ancora capito.

Caino, pertanto, continuerà a sbagliare per l'eternità.


E proprio perchè non l'ha capito lui continuerà a sbagliare per l'eternità. Ucciderà a destra e manca in prigione, la sua sete di sangue non sarà mai soddisfatta. E più lui ucciderà più noi lo perdoneremo. E gli consegneremo anche l'immortalità.

La nascita é insieme una condanna a(lla) vita ed una condanna a(lla) morte. Si comincia a morire appena nati.

Si è dimenticato di firmarla "Jim Morrison" e di inciderla su un banco e sul diario della persona di cui è innamorato.

Noi viventi siamo tutti condannati a morte e la condanna viene eseguita inesorabilmente, presto o tardi, con o senza preavviso: non sap(r)ete né il giorno nè l'ora (Mt 25, 13).

Ecco, ora mi giro ed entra Samuel Jackson e me lo ripete a voce alta puntandomi una pistola.

La moratoria di tale condanna é la non nascita, già applicata in Italia (crescita demografica zero).

Hai capito stì stronzi? Ci hanno gabbato con la storia delle malattie sessualmente trasmissibili. Invece è stato fatto tutto per salvarci dalla condanna a morte. Con noi non ci sono riusciti e noi siamo condannati a morte. Però ci son riusciti con un sacco di gente. Tutti questi sì che sono salvi e ci devono pure ringraziare. Da oggi in poi sarò più felice quando penserò al bene che posso fare.

Cosa vogliono, allora, questi difensori della vita ad oltranza, anche per chi merita di terminarla prima del tempo?

Insomma, Caino deve morire, non deve essere perdonato con l'ergastolo. E se non hai capito che cavolo c'entra la Bibbia e la crescita demografica nulla per salvare tante vite umane dalla condanna a morte...beh, che cosa vuoi, difensore ad oltranza dei miei stivali? Sei culturalmente sottosviluppato.

Sono tutti dalla parte di Caino, anche lui condannato a morte dalla vita, prima che dagli uomini."

Hai capito stì stronzi? Tutti a tifare per l'assassino. Ma non hanno capito che l'assassino è stato -come tutti- condannato a morte dalla vita, e tanto vale che lo condanniamo a morte noi uomini chè gli facciamo solo un favore.
postato da: armanonimo alle ore 17:22 | link | commenti | commenti
categorie: random, sottosopra, cose che non so, una spirale nel cervello, sandali di spine
mercoledì, 14 ottobre 2009

Lettera spedita al Corriere della Sera

e poi ad un certo punto sbotto...

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Gentili Signori,

lungi da me dare un giudizio sulla deriva scandalistica e di pettegolezzo che la vostra testata sta prendendo.
Mi preme, tuttavia, far notare come in un articolo sui "leader più sexy del mondo"
condito da numerosi elementi di ironia, una battuta notevolmente fuori luogo è "[...] presidente del Togo Faure Gnassingbé il quale (accidenti!) è pure parecchio abbronzato [...]".

L'appiattimento sulla cultura populista si arricchisce di questa nota che tende a sdoganare una battuta fortemente razzista che speravo di non sentire più se non per essere criticata.

La mancanza di firma all'articolo spero non sia, come si usa all'estero, per esprimere il parere di tutta la redazione.

Un passo dopo l'altro, oramai, si tende all'intolleranza.

Cordiali saluti.

postato da: armanonimo alle ore 09:23 | link | commenti | commenti
categorie: sottosopra, una spirale nel cervello, sandali di spine
martedì, 15 settembre 2009

I knew they did exist!

...cercavo solo la conferma

archangels
postato da: armanonimo alle ore 17:31 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: edinburgh, sottosopra, cose che non so, una spirale nel cervello
sabato, 12 settembre 2009

La lingua per vedere

La tecnologia, la ricerca, fanno progressi.
Si arrivano ad inventare apparecchi a cui mai avremmo pensato anni fa; il risultato, a volte, è spettacolare. Il design e il modo d'uso, a volte, può apparire primitivo rispetto a ciò che ci aspettiamo dalla tecnologia moderna.

Hanno inventato e, forse, sarà in commercio a breve ($ 10k) Brainport - un apparecchio per permettere di vedere a chi non può.
Una telecamera montata sugli occhiali funge da sensore che, previa trasformazione del segnale, invia dei segnali elettrici ad un "lecca-lecca" che teniamo sulla lingua. Sembra che chi lo sta usando è riuscito a leggere lettere, a muoversi nello spazio, a prendere oggetti, senza andare a tentoni.


Come si farà, però, a mangiare tenendo quel coso in bocca? Si prende un boccone, si leva la paletta dalla bocca, ci si mette il boccone in bocca, si mastica, ci si rimette la paletta in bocca, si prende un boccone....
postato da: armanonimo alle ore 13:02 | link | commenti | commenti
categorie: random, vagabondando, cose che non so, una spirale nel cervello
giovedì, 03 settembre 2009

Domanda filosofica

E' un quesito che ho trovato online, quindi lo ripropongo pari pari...

Ok, here's the setup (and this is from a philosophy class I took a number of years ago, so it's a little outlandish):

Lets say that one day you are walking down the street, minding your own business, when a group of thugs jump out of a van and kidnap you. When you wake up, you are in a hospital, and realize that you've been kidnapped by a wealthy drug lord who is old and in ailing health. You throw up a little in your mouth when you realize that, in order to survive, this man has kidnapped you and attached himself to your circulatory system. Basically, you have become an external life support mechanism for him, and are going to be stuck in this hospital bed for as long as he survives.

So here's the question: Would it be moral to sever the connecting tubes and make your escape, given that this action will surely kill him?

postato da: armanonimo alle ore 17:14 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie: vagabondando, cose che non so, una spirale nel cervello
lunedì, 24 agosto 2009

Dentro il bus - lucky you

Ero in bus, oggi.
Tragitto di un'ora, dove ho visto tanta gente salire e scendere.

Verso la fine ho sentito questa sensazione come di possesso del bus, come se ne fossi il proprietario o, meglio, un veterano.
Mi è sembrato di essere il più "esperto" in qualche modo, colui che ci è stato più a lungo e che, in un certo qual modo, aveva più diritti degli altri perchè conosceva più segreti.

Certo, sto tirando il ragionamento, ne sto facendo un'iperbole.

Pero' mi son soffermato a ragionare, a pensare a quei ragazzi che vengono dalle periferie, dai sobborghi, e che fanno quasi tutto il percorso del bus dal capolinea al centro.
Pian piano iniziano ad avere questa sensazione lungo il tragitto fino al centro.
E si ripete il giorno successivo.
E quello dopo ancora.
E si accumula.

E arrivano a sentirsi veramente i padroni dell'autobus, perchè lo conoscono tutto, tutto il percorso. E conoscono le facce di tutti quelli che sono saliti e ne sono discesi. -e diamine, perchè questo che entra non si inchina davanti a me?-

E forse è quasi naturale che poi abbiano un po' di arroganza e maleducazione, perchè alla fin fine entriamo in casa loro.

(no, non sto pensando ad obbligarli a scendere ogni 4-5 fermate per fermare quest'andazzo. o forse sì.)
postato da: armanonimo alle ore 19:38 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: edinburgh, una spirale nel cervello
lunedì, 24 agosto 2009

Fuori dal bus - unlucky you

Mi chiedono come sono gli scozzesi e io rispondo che son simpatici, aperti, cordiali, come non mi sarei mai aspettato.

Ieri, poi, in auto verso un festival medievale a circa un'ora da Edimburgo.
Ad un certo punto la strada è chiusa e c'è una deviazione.
Mancano i segnali per quel paese, ma continuo a seguire le indicazioni della deviazione, fino a quando finiscono e non so più dove andare.
Passiamo accanto ad un supermercato in mezzo al nulla e ci fermiamo per chiedere.

Due ragazzine che bevono Irn Bru, devono essere dei dintorni per forza data l'età e dato che bevono Irn Bru. Chiedo loro indicazioni e mi rispondono, con sguardo strafottente, "non siamo di qui".
Entro nel supermercato e chiedo alla cassiera indicazioni e mi dice "non ho idea di dove sia questo paese"
Esco e becco un signore sulla 50-60ina sulla porta; pensando che lui sia gentile e questo sia il mio momento fortunato, chiedo a lui che mi risponde "prendi un autobus" e se ne va.

Non ho fatto in tempo a urlargli "fuck off" a tutti quanti insieme, perchè di sicuro lo sapevano visto che il paese era dietro l'angolo, stava tutto nel beccare gli incroci nel modo giusto.

Il gps nel mio cellulare non prendeva, ma per fortuna quello di una nostra amica sì e così ce l'abbiamo fatta.

Sulla via del ritorno, invece, un pakistano di un chiosco si è dimostrato milioni di volte più gentile, dicendomi che la strada chiusa in realtà non era propriamente chiusa e allora ho aggirato i segnali e commesso un'infrazione (i poliziotti scozzesi non capiscono l'italiano, vero?) che ci ha fatto accorciare di molto e però non mi ha permesso di sputare in faccia ai gentilissimi indigeni di prima.
postato da: armanonimo alle ore 19:30 | link | commenti | commenti
categorie: edinburgh, sottosopra, una spirale nel cervello
venerdì, 14 agosto 2009

Nemmeno un secondo da perdere

Ogni tanto mi arrivano gli inviti piu' strani su facebook; quiz, eventi, giochi, e cause...inviti ad unirsi a delle cause.
In genere do' un occhio al titolo e spesso rifiuto.
Ieri mi son trovato un invito ad una causa, "Contro chi usa i cani come esche vive per gli squali in Francia".
Mi sono insospettito, come si possono usare cani vivi come esche? il cane non nuoterebbe? Si riesce sul serio a lanciare un cane in mare?
Vabbe', allora andiamo a guardare che e' meglio...la descrizione del gruppo va ancora piu' nel particolare, spiegando che la notizia è stata riportata praticamente in tutto il mondo (The Sun, National Geographic, ecc. - senza riferimenti!) [...] Vivi e morti, i cani sono stati usati dai pescatori come esca per gli squali sull'isola francese di Réunion, con il consenso delle associazioni locali per il benessere degli animali e delle autorità locali (sul serio? benessere degli animali?! ma chi l'ha scritto ci ha pensato prima?!) [...]

Per fortuna, ecco arrivare le prove...
Hutin ha inviato una troupe cinematografica a Réunion per ottenere la prova che gli animali vivi sono stati utilizzati come esche per squali. Non è servito molto alla troupe per trovare tre casi specifici.

E quindi un link al video che ci mostra questi cani vivi che vengono usati come esche...ecco, mi aspettavo di vedere i cani che, attaccati alla lenza, nuotassero in mare e venivano attaccati dagli squali.
Invece no, si vedono un paio di cani che vengono curati da un veterinario perche' hanno degli ami e delle lenze nella carne.
Molto probabilmente, ed e' di sicuro la spiegazione piu' logica visto che non c'e' nessuna prova che sono stati usati come esche, stavano nuotando e si sono impigliati nelle lenze.

E nemmeno una di quelle 226mila persone iscritte alla causa ci ha pensato? Oppure si sono iscritti senza pensarci un secondo?
postato da: armanonimo alle ore 13:58 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: random, vagabondando, sottosopra, cose che non so, una spirale nel cervello
venerdì, 14 agosto 2009

Camerata!

E cosi', ad un certo punto della serata, entriamo in uno dei nostri locali preferiti.
Ne avevo gia' parlato tempo fa del Forest Cafe', un locale che si basa sul volontariato, no profit, in cui ci sono concerti, workshop, mostre e via dicendo. C'e' di tutto ed e' proprio bello starci, bella gente e son tutti rilassati.

Andiamo al piano superiore, che' ci dovevano essere dei concerti.
Ci sediamo mentre aspettiamo inizi e beviamo una birra. Nel volgere di pochi minuti ci ritroviamo catapultati in un concerto punk, che a me piace pure.
Pero' la gente che ballava, mi dava fastidio. Camminavano a passi larghi in circolo, in senso antiorario. Pancia in dentro e petto in fuori, dondolando molto le braccia, con fare militare. E poi avevano tuboni di cartone e scatole di cartone in mano e si pestavano di brutto con una cattiveria distaccata.
Son stato a guardare un po', allibito e divertito da questa fauna che mi sembrava un po' troppo fascista.

Poi siam scesi al piano inferiore, che' c'era un ambiente molto piu' carino e tranquillo che' non soffrivo piu' quell'atmosfera un po' tanto cosi' fascista e cameratesca.

[il video non e' il massimo, ripreso con il telefonino in un ambiente buio, pero' a tratti rende l'idea]
postato da: armanonimo alle ore 10:53 | link | commenti | commenti
categorie: edinburgh, cose che non so, la vita è un miracolo, una spirale nel cervello
giovedì, 13 agosto 2009

Quando proprio...

...non sai cosa fare e hai un dieci minuti da perdere con i tuoi amici in laboratorio, organizzi un esperimento del cavolo da lasciare nella cappa di qualcuno che è via in vacanza, per dargli il benvenuto.
postato da: armanonimo alle ore 10:40 | link | commenti | commenti
categorie: random, edinburgh, la vita è un miracolo
giovedì, 06 agosto 2009

E tu, che vuoi fare?

Insomma, son qui ad Edimburgo e sto facendo un postdoc.
Il gruppo di ricerca e' tra i migliori al mondo e ci sono un sacco di persone brave, veramente. La ricerca e' all'avanguardia, molto spinta e bella.
Pero' il gruppo e' molto competitivo, l'ambiente non e' dei migliori e c'e' molta invidia e gelosia, e il prof e' troppo ambizioso. Vuole solo far progetti che vanno sui due migliori journals (Nature e Science), roba che io non avevo nemmeno considerato durante il mio PhD perche' sono irraggiungibili per il 98% dei ricercatori. Mi limitavo ai journals in 3a, 4a, 5a posizione, che per quasi tutti i ricercatori sono ai primi posti perche' quei due sono fuori classifica. E, ecco, il boss taglia fuori progetti che non possono ambire con certezza a quei due journals.
E' bello, sarebbe bello se durante il postdoc almeno un articolo fosse sicuro; il problema e' che e' tutto un rischio, e' un postdoc ad alto rischio e puo' essere che fra uno o due anni non avro' nemmeno un articolo in mano. Non doveva essere cosi' quando ho scelto di venire, ma la politica del gruppo sta virando man mano e, forse, a breve non sara' un gruppo appetibile per molti se e' cosi' ad alto rischio.

E poi c'e' che Edimburgo e' molto bella, e' una citta' veramente bella e ora che c'e' il festival piu' grande d'Europa tutto agosto (Fringe, Edinburgh Festival, Book, Jazz....una decina di festival tutti insieme) c'e' da uscire matti.
Pero' il tempo e' grigio, sempre nuvoloso e non fa mai caldo, caldo vero. A volte e' piacevole, quando si pensa al caldo insopportabile che c'era a Bologna. Pero' tante volte vorrei non dormire ancora con il piumone, vorrei non dover avere i riscaldamenti accesi anche ad agosto, vorrei non avere sempre le nuvole sopra la testa, vorrei poter organizzare un barbecue anche giorni prima e non all'ultimo momento perche' e' spuntato il sole.

E allora, out o f the blue, il mio ex capo con cui ho fatto il PhD ha ottenuto una position vicino Barcellona, in un centro di ricerca straordinario. Ho lavorato molto bene con lui, ci trovavamo bene a lavorare insieme anche se a volte era stressante, ma perche' lavoravamo molto e ci piaceva quello che facevamo. Quando l'ho saputo, ho immaginato di fare un postdoc con lui, un po' sognante.
Ci sentiamo per telefono e, ecco, mi chiede se ho voglia di fare un postdoc con lui.
Cavolo, finalmente al caldo, con una persona con cui mi sono trovato bene a lavorare. Con cui dovrei riuscire a pubblicare. In un centro di ricerca meraviglioso.
Se andassi, credo di darmi almeno un altro anno qui ad Edimburgo per vedere se ci tiro fuori qualcosa dalla mia ricerca.

Ma poi rifletto, come sara' il mio CV se torno a lavorare con il mio ex capo per un postdoc, benche' in un centro di ricerca diverso, un'altra citta', un altra nazione? ma sempre il mio ex capo, sempre il mio ex argomento di PhD....
postato da: armanonimo alle ore 11:46 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: edinburgh, la vita è un miracolo, una spirale nel cervello
lunedì, 06 luglio 2009

La casa dei tre porcellini



A settembre scorso ho trovato una casa veramente carina; unica pecca: una macchia di umido sul muro che il bagno e la cucina condividono.
Lo faccio notare prima di firmare il contratto e dicono che ci avrebbero pensato subito.
Ora qui il sistema degli affitti delle case è un po' ingarbugliato: spesso i padroni di casa danno la casa in gestione ad un'agenzia di affitti che si preoccupa di tutto, sia prima che durante il contratto il che rende tutto più complicato per via dei passaggi ulteriori in caso di problemi.

Il fatto è che, al mio ingresso in casa, la macchia di umido non era ancora stata messa a posto.
Ho passato dieci mesi (dieci!!) a scrivere email, telefonare, andare in agenzia.
Son venuti quelli dell'agenzia un paio di volte a fare foto, quelli dell'assicurazione a fare foto, i muratori a fare sopralluoghi, ma niente si è smosso.
Gli ultimi eventi risalivano a marzo-aprile scorso.

La scorsa domenica scrivo una mail in cui intimo di chiamare le istituzioni sanitarie o un avvocato.
Il giorno dopo trovo due messaggi in segreteria: l'agenzia che voleva fare un altro sopralluogo e i muratori che volevano iniziare i lavori il lunedì successivo, dopo 7 giorni.
Chiamo i muratori e mi dicono che li ha chiamati l'assicurazione.
Chiamo l'agenzia e dicono che non sanno niente dei muratori; faccio presente loro che voglio pagare di meno l'affitto ma sembra che se ne fottano.

Oggi alle 8 arrivano i muratori. Dovevano arrivare alle 8, in realtà, ma sono arrivati alle 8.15. Entrano, guardano, e dicono che torneranno alle 9.15.
Tornano e riempiono il corridoio di cellophane, sigillano le porte e mi dicono di smontare tutti gli armadietti della cucina mentre guardano in bagno. Svuoto tutto, metto in scatoloni e buste; pentole, bicchieri, piatti, posate, vino, birra, olio, sale, spezie...e metto sotto il tavolo in sala da pranzo.
Vado da loro e hanno tirato giù il muro in bagno, ci sono i tubi a vista.
Dicono che hanno scoperto che c'è una perdita d'acqua. Ma vah! La muffa, l'umido, in genere si sviluppa da solo...che geni!
Insomma, si devono fermare fintanto che scoprono da dove viene stà perdita; e io, cazzo, che ho svuotato la cucina!
Se ne vanno così, togliendo il cellophane e lasciando il bagno come se fosse un bagno del campeggio.

Stasera arriva il tipo dell'agenzia, va a parlare con quello del piano di sopra e sembra che sia una perdita comune a tutto il palazzo; di conseguenza è il comune che se ne deve occupare.
Domani dovrebbero sentire il comune, che poi si deve muovere per ispezionare, far partire i lavori...e insomma, chissà quando si potrà vivere di nuovo decentemente in questa casa.

....vado a svuotare gli scatoloni e le buste e ricomporre la cucina
postato da: armanonimo alle ore 19:03 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: edinburgh, sottosopra, una spirale nel cervello, sandali di spine
domenica, 14 giugno 2009

I piccioni non fanno solo la cacca sulla vostra spalla

Ero a pranzo con i miei compagni di lab.
Ad un certo punto si inizia a parlare di superstizione, della superstizione nelle varie nazioni e ci si diverte a far confronti e a scoprire analogie e ad indagare le origini.

Sulla via del ritorno al lavoro un mio amico mi descrive l'esperimento dei piccioni superstiziosi di Burrhus Frederic Skinner.
Skinner aveva messo dei piccioni in gabbie provviste di un meccanismo che distribuiva automaticamente del cibo ad intervalli regolari senza nessun collegamento con il comportamento del piccione. I piccioni, però, svilupparono una sorta di superstizione associando l'azione che stavano compiendo nel momento in cui il cibo veniva distribuito all'evento stesso. Di conseguenza continuavano a compiere quell'azione nella speranza che altro cibo venisse loro offerto.

"One bird was conditioned to turn counter-clockwise about the cage, making two or three turns between reinforcements. Another repeatedly thrust its head into one of the upper corners of the cage. A third developed a 'tossing' response, as if placing its head beneath an invisible bar and lifting it repeatedly. Two birds developed a pendulum motion of the head and body, in which the head was extended forward and swung from right to left with a sharp movement followed by a somewhat slower return."

E' stato interessante scoprire questo esperimento (nonostante alcune dispute) e mi ha fatto riflettere a quanto anch'io ho spesso collegato una mia azione casuale con un certo avvenimento; quante volte mi dico "prima che passino 20 auto l'autobus arriverà" o cose similarmente stupide...
Ho pensato che, in qualche modo, l'uomo era il dio dei piccioni e decideva (sì, casualmente tramite il meccanismo) della distribuzione del cibo.
E allora anche noi tutti superstiziosi abbiamo un dio, in qualche modo c'è un'entità superiore che ci regola e che si diverte a guardare e a studiare noi che reagiamo con determinate azioni per favorire un avvenimento sperato.

Ma se allora la superstizione sottende l'esistenza di un dio, la religione non dovrebbe essere in contrasto con la superstizione, no?

Invece, com'è del resto, la superstizione dovrebbe andare in contrasto con la scienza.
postato da: armanonimo alle ore 23:12 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: edinburgh, cose che non so, la vita è un miracolo, una spirale nel cervello
domenica, 14 giugno 2009

E a te, chi ti piace?

Un paio d'ore fa camminavo sotto la pioggia con due mie amiche.
Si avvicina un ragazzo, una trentacinquina d'anni, e con tono sprezzante, quasi arrabbiato, mi dice "Yes, you are homosexual!".
Rimaniamo basiti e ridiamo continuando a camminare.

Torno a casa, apro facebook.
Casualmente trovo un video sulla Carfagna e una sua recente intervista.



Lo posto, come ennesima perla dopo l'eliminazione della condanna della discriminazione dei gay da parte di questo ministro delle pari opportunità.

Tempo due secondi e mia cugina commenta.
Ho una cugina di 24 anni che va a vedere tutti i film di Natale con Boldi e De Sica, adora il Bagaglino, guarda tutte le telenovele e i reality, non può stare senza Maria De Filippi, vive per la sua magica inter e morirebbe per lei, dice che tutti i maschi sono stupidi e che le donne sono superiori, dice di essere fascista ma credo sia per lo più affascinata dal populismo e non sa manco cosa sia il fascismo, etc etc.
Non mi aspettavo un suo commento, ma nel momento in cui ho visto che l'aveva fatto già mi immaginavo cosa poteva aver detto.
In realtà la mia immaginazione non era all'altezza del commento: "per carità l'arcigay...in che mondo siamo finiti!!!!"
La incalzo chiedendo cosa voglia dire e lei: "te l ho scritto...in che mondo siamo finiti...cn quelle manifestazioni per gay e lesbiche"
Siamo andati avanti per un po' su questo registro, ero basito.

Sono tuttora basito e triste; una mia cugina di primo grado, con cui passavo le vacanze estive nella stessa casa, è lontana anni luci dal mio modo di pensare.
Non ho mai ammirato il suo modo di pensare e di essere, nè quello della famiglia intorno a lei; però non pensavo potesse arrivare a tanto.
Son sempre meno sorpreso di come va l'Italia e le ragioni di ciò ogni giorno mi sono forse un po' più chiare.
postato da: armanonimo alle ore 19:09 | link | commenti | commenti
categorie: sottosopra, cose che non so, una spirale nel cervello
mercoledì, 10 giugno 2009

Ma voi...?

...avete mica un blog anche voi?
Fate attenzione.
Mannaggia la miseria.
postato da: armanonimo alle ore 16:47 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: cose che non so, sandali di spine
lunedì, 01 giugno 2009

Non è solo un problema di elle

In un club a vedere un concerto di un paio di rock band.
Uno scantinato che divideva il bagno con il ristorante cinese al piano di sopra; uscendo dal bagno si avevano due porte che indicavano il locale a cui quella porta dava accesso.
E, naturalmente, dietro il bancone del club dei cinesi.

Chiedo un "Taylor".
La cinese non capisce, glielo indico e giocando a acqua-acquazzone-fuocherello-fuoco riesco a fargli capire a cosa mi riferisco.
La musica sovrasta le voci, lei mi chiede se voglio del Porto e io dico di sì, brava.
Prende la bottiglia e va sul retro; mi dico, andrà a chiedere il prezzo.
Torna dopo un paio di minuti e mi dice "no, non lo vendiamo".
E io "ma come, ce l'avete lì in esposizione...!"
Dopo vari minuti di battibecco con me incredulo e lei ferma sulle sue convizioni, mi chiede "do you want a bottle or a shot?"
Ma cazzo, ma ti pare che mi compro una bottiglia di porto a metà? Naturale che voglio uno "shot", come lo chiami tu! (e faceva pure schifo, chissà da quanto ce l'avevano aperto)
postato da: armanonimo alle ore 23:20 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: edinburgh, la vita è un miracolo
lunedì, 01 giugno 2009

Gli appuntamenti che non puoi rimandare

Mercoledì, verso le 14, telefono al customer care della banca e dopo vari minuti di attesa riesco a parlare con l'operatore.
Mentre parliamo, scatta l'allarme anti-incendio; è la prova settimanale, ogni mercoledì alle 14 per un minuto viene fatta suonare la sirena per verificare che funzioni ma non si deve uscire dall'edificio.
L'operatore dice "ehm, mi sa che deve scappare..."
E io "ma no, non si preoccupi, parliamo pure."
postato da: armanonimo alle ore 23:09 | link | commenti | commenti
categorie: edinburgh, la vita è un miracolo
mercoledì, 20 maggio 2009

Con il pugno chiuso

Ho ricevuto, un paio di minuti fa, una email in quanto faccio parte di una mailing list in cui scrivono per lo più professoroni universitari.
Era stato inviato, tempo fa, un invito per la raccolta fondi per l'Abruzzo, per l'Università; e oggi c'è stata un'altra mail del genere.
A questa, ne è seguita un'altra che più o meno dice:
"Credo che tutti noi sentiamo i loro disagi e se qualcuno di noi potesse aiutare a far passare qualche progetto PRIN a cui molti di loro hanno partecipato non credo che ci sarebbe da scandalizzarsi."

E' indubbiamente una raccomandazione sfrontata, sostentendo anche che non ci sarebbe nessuno scandalo a far passare delle carte chiudendo un occhio.

Con tutto il mio cordoglio per le persone e i ricercatori abruzzesi, non credo che sia così che si possa tirare di nuovo su un'Università; ma è il Governo e il Ministero dell'Università che se ne dovrebbero far carico in prima persona.

edit: Mi sono accorto che forse non è molto chiaro per chi non ci è molto dentro. La raccomandazione in questione non va tanto a toccare gli stipendi per chi ha il posto in Università (a parte qualche precario che forse attingerebbe dal PRIN), ma insiste sui progetti di ricerca. Praticamente si chiede di sovvenzionare i  progetti di ricerca a prescindere dal valore del progetto in sè e del gruppo di ricerca. Questa mi sembra una presa per i fondelli; se io fossi abruzzese mi sentirei come se mi facessero l'elemosina.
E non vorrei sembrare cinico, ma questa è un'ulteriore pustola del sistema italiano; facendo finta di essere buoni, si chiude un occhio su tutto e si portano avanti raccomandazioni facendo sentire gli onesti dalla parte del torto ("non vi dovete scandalizzare, eh!").
postato da: armanonimo alle ore 20:49 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: sottosopra, cose che non so, una spirale nel cervello, sandali di spine
giovedì, 14 maggio 2009

Sp*nk

A tavola, a pranzo, una ragazza mostra dei biscotti che vendono in mensa: "Otis Spunkmeyer"; spiega che "spunk" vuol dire "men's juice" e ridiamo e la conversazione del pranzo va su binari piccanti con tutti che fanno battute e si ride.
Ad un certo punto si inizia anche a discutere se si dice solo "cum" o si puo' anche scrivere "come".

Tornati in lab, dopo pranzo, siamo in uno degli uffici.
Apro urbandictionary e inizio a leggere le definizioni di spunk e gli esempi; poi vado a "come" per vedere se si poteva dire e in effetti si puo' scrivere anche cosi'.
Inizio a leggere ad alta voce le definizioni e, in particolare, gli esempi dei vari contesti: ridiamo un sacco per i vari esempi, l'ultimo che mi ricordo di aver letto e' "Don't forget to clean your come off the couch." e tutti ridevano.
Poi mi sento dare un piccolo calcio, un calcettino discreto.
Mi giro e vedo il prof che si sta preparando un the a due passi da me e mi dice "mi chiedevo appunto come mai tante persone stessero ridendo.
postato da: armanonimo alle ore 17:09 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: edinburgh, sottosopra, cose che non so, la vita è un miracolo
martedì, 12 maggio 2009

That wasn't in the brochure!



lo so, può sembrare che ce l'ho con gli elefanti, ma giuro che non è così
postato da: armanonimo alle ore 22:30 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: viaggi, random